Quando la tua vita cambia improvvisamente e ti cade la cosiddetta “tegola in testa”, hai due possibilità:
1) crogiolarti nel tuo fare la vittima, in attesa che qualche amica ti raccolga come un gattino abbandonato sulla strada
2) spezzare la catena di tutti i tuoi lamenti, riassunti in un “perché-proprio-a-me” e… rialzarti!
La fine del rapporto con il mio ex marito arrivò violenta, senza preavviso. Ricordo ancora la data e l’ora esatta: il 14 Maggio 2018, alle 4.30 del mattino.
Le sue parole furono secche, dirette e senza emozioni:
“Non ti amo più. È finita”
seguite da altre “scuse”.
E ricordo ancora, come fosse ieri, perfino dove mi trovassi in quel preciso istante. La tv era accesa ma senza volume. Gli unici rumori provenivano dai singhiozzi del mio pianto inarrestabile.
Tra una lacrima e l’altra tentavo di prender fiato chiedendo a mezza voce spiegazioni. Il dolore, profondo e cupo, intanto, si radicava dentro il mio cuore senza lasciarmi più spazio per pensare o agire.
Mi sembrava di assistere alla scena di un film.
Solo che quel film era vita vera, reale: era la mia vita!
Non era possibile.
Stavo vivendo in un incubo.
Mi dicevo che a breve mi sarei risvegliata.
Invece no.
Me ne stavo seduta immobile sul divano.
Incredula.
Ascoltavo la sua voce che mi pareva risuonare come in lontananza, come se non appartenesse alla mia realtà.
Diciotto lunghi anni insieme svaniti con una frase.
Tuttavia, non volevo arrendermi a quella fine a cui lui mi aveva costretto. Continuavo a volere spiegazioni e… sì, anche una seconda chance! Non mi volevo dare per vinta così, senza provarle tutte, senza mettermi in gioco o lottare!
Non poteva permettersi di passare sopra al nostro “noi” come un caterpillar a quel modo.
Purtroppo però, lui non mi concedeva tregua. Non voleva concedermi niente: né seconde possibilità, né lotte, né piani B. Niente di niente.
Ed io, con nulla di ciò che avevo richiesto in mano, pensavo ai nostri due bambini piccoli, che dormivano nella camera a fianco, ignari del loro futuro.
In quell’istante io non solo perdevo il mio compagno di vita ma anche il mio miglior amico, il mio socio in affari.
Sì, perché avevamo condiviso TUTTO fino a quel 14 Maggio!
In un istante non avevo più la famiglia “del Mulino Bianco”, un lavoro che amavo ed una casa.
Dovevo ripartire da zero.
E allora cosa fare?
Avrei potuto scegliere la strada più facile ossia fare la vittima per tutta la vita, facendomi vedere da tutte le mie amiche, conoscenti e parenti triste, abbattuta, in attesa di quell’ex marito che mi aveva voluto estromettere dalla sua vita. Avrei potuto rinunciare ad un presente tutto mio e crogiolarmi in un passato che giorno dopo giorno sarebbe divenuto sempre più remoto ma tenuto vivo dalla mia speranza che lui un giorno sarebbe tornato a riportare entrambi al presente! Oppure… voltare pagina e cominciare a scrivere un nuovo capitolo, unicamente mio, tirando fuori tutta la forza che avevo in corpo (all’inizio davvero poca) e costruirmi un futuro ricominciando da me con i miei bambini.
Ho scelto, come potrete immaginare, la seconda strada, più tosta ma più appagante.
È stato facile?
NO, assolutamente no.
Fattibile?
Assolutamente sì!
In quanto donne abbiamo una grande responsabilità: quella di educare i nostri figli al rispetto, alla dignità, all’inseguire i propri sogni, all’indipendenza economica ed emotiva che reputo essere i fondamentali soprattutto per le nostre figlie.
Non possiamo e non dobbiamo mostrare loro che, senza un uomo, la vita finisce.
Perché?
Abbiamo un dono enorme: la vita.
Abbiamo la forza di rinascere se lo vogliamo davvero.
La mia motivazione più grande è sempre stata quella di essere un esempio per i miei figli.
Voglio mostrare loro che nella vita si può cadere ma ci si deve rialzare sempre.
SI DEVE.
I nostri figli hanno il diritto di avere madri-modello, donne appagate, un esempio da seguire in questo mondo dove i modelli sono davvero pochi.
Sentirsi dire: “Mamma, sei una roccia, sei così coraggiosa“, è il regalo più bello.
La separazione è un nuovo inizio.
Non una fine.
Riparti da te.
Fai chiarezza dentro di te.
Dopo diciotto anni di “devozione” verso mio marito, mi sono chiesta: “Chi sono?” – “Che donna e madre voglio essere ora?”
Utilizza tutto il tempo a disposizione per capirlo e poi inizia questo meraviglioso percorso di scoperta e di rinascita.
Se hai voglia di provare a rispondere a queste domande nei commenti sotto all’articolo, ti leggerò con piacere 🙂
You rock!
Anna
