Tutto ciò che conta

Amiche,

ho finito di leggere ultimamente un libro che mi ha colpito molto, da cui ho tratto alcuni spunti in merito ai legami (ovviamente), che vorrei condividere con voi! Il libro si intitola “Tutto ciò che conta” di Oprah Winfrey, scrittrice, autrice, conduttrice televisiva americana e una tra le donne più influenti del pianeta secondo Forbes.

Ecco un estratto: “E’ vero che abbiamo bisogno di relazioni che ci arricchiscano e ci sostengono. Ma è anche vero che se stai cercando qualcuno che ti curi e i completi – e faccia tacere quella vocina dentro di te che ti ha sempre sussurrato non sei all’altezza  – stai solo perdendo tempo. Perché? Perché se non sei già sicura di quanto vali, non c’è nulla che i tuoi amici, la tua famiglia o il tuo compagno possano dire per convincerti del contrario.”

Nulla di più vero.

Quando finisce un matrimonio, ripensi inevitabilmente agli anni trascorsi insieme.

È fondamentale fare una revisione del passato sia per sé stesse, sia per capire chi siamo e cosa vogliamo dalla vita ancora da scrivere.

Nel mio caso sono stati diciotto anni insieme nella buona e nella cattiva sorte.

All’inizio vivevo come in una favola: il suo amore a colmare i miei vuoti, le mie insicurezze, il mio bisogno di essere amata.

Anni facili, in cui abbiamo viaggiato molto, il nostro essere liberi di sognare, poi impegnati nel lavoro, la carriera ed infine i figli tanto desiderati.

Anni in cui abbiamo costruito le fondamenta delle nostre personalità e del nostro rapporto.

Sono stata al suo fianco mostrando per lui tante sfaccettature della mia essenza: innamorata, alleata, testarda, solida nei momenti più difficili.

Mai un senso di cedimento da parte mia perché insieme credevo fosse possibile superare tutto.

Con il mio ottimismo, il mio entusiasmo per la vita, per il futuro e per la famiglia unita, con due splendidi bambini riuscivo sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno.

Stavo al suo fianco nei momenti di grande felicità, ma soprattutto in quelli di grande preoccupazione. Come si suol dire, è molto più facile avere una relazione nel bene e nella felicità, piuttosto che mantenerla quando il gioco si fa duro, giusto?

Non è mai stato nel mio DNA lasciare, abbandonare la nave.

Nemmeno lontanamente mi ero avvicinata all’idea che l’amore potesse finire.

Mai messo in discussione.

In breve, avevo affidato la mia vita ad un uomo, una persona esterna perché era l’altra metà della mela.

ERRORE!

Solo ora ho capito quanto fosse sbagliato tutto questo perché a volte la vita non va secondo i piani, i tuoi piani.

E ti ritrovi a fare i conti con te stessa.

Senza quella spalla sulla quale appoggiarti, con il quale avevi condiviso tutto con tanto amore ogni giorno.

Ma è giusto tutto questo?

No.

Solo ora ho capito che non è vero che il tuo compagno è l’altra metà della mela ma ognuno di noi è e deve essere una mela intera.

Nessuno deve compensare l’altro bensì crescere insieme uniti con le proprie identità.

Due individui che si trovano e condividono la vita mantenendo sempre le proprie forze, aspirazioni, personalità, senza dipendere dall’altro uniti dagli stessi valori e dallo stesso progetto chiamato famiglia.

Invece a caro prezzo, ho capito che è la dipendenza a portare all’annullamento, all’annullamento del proprio io, alimentando invece insicurezze, fragilità, svalutazioni.

ERRORE!

Ho imparato che nulla viene per caso.

Nel mio caso la separazione è arrivata senza preavviso e quindi con una intensità devastante.

Tu come me, magari ti ritrovi in una dimensione nuova, di smarrimento, di tristezza, vuoto, senza un punto di riferimento ma un “nemico” che fino a poco tempo prima ti chiamava “amore”.

Rifletti sul fatto che questa prova, arrivata proprio ora, può portarci ad un livello di consapevolezza superiore.

All’epoca non ero la persona che sono oggi.

Nei lunghi mesi dopo la separazione pieni di dolore e sofferenza per l’abbandono, per il rifiuto sono andata alla riscoperta di me.

Ero faccia a faccia con me stessa.

Era il momento giusto per resettare e ricominciare.

Ho così imparato anche ciò che voglio ora da una relazione, da un uomo, dalla vita.

Mi piace la persona che vedo oggi allo specchio.

La nuova Anna.

Sono tornata ad essere positiva nonostante le grandi, enormi difficoltà durante il percorso.

Ho voglia ora di pensare al mio presente.

Non delego più il mio futuro a nessun altro.

Mi ricordo la donna degli ultimi anni con molto affetto.

Nella mia gabbia dorata ero diventata così fragile perché avevo consegnato la mia vita ad un’altra persona.

NON è giusto!

Ed allora cosa ho fatto?

E come?

Leggi la seconda parte!

You rock!

Anna

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