Se puoi sognarlo, puoi farlo (Walt Disney)

Fin da bambina mi perdevo nel mio mondo a sognare, ad immaginare il mio futuro. 

Quando, quella notte di Maggio del 2018 tutto cambiò con una frase, ma la mia salvezza è stata proprio quella fervida immaginazione.

Nel dolore più profondo mai provato fino ad allora, i miei sogni iniziavano a prendere forma pian piano ma non avevo ancora la piena consapevolezza. Sdraiata sul mio divano a fissare il soffitto con fazzoletti a tenermi compagnia ed a asciugarmi le lacrime, iniziavo a costruire il nuovo puzzle della mia vita e pensavo a questa citazione: Se puoi sognarlo, puoi farlo (Walt Disney).

Perché c’è un momento in cui tutto sembra sgretolarsi: le certezze, le sicurezze, persino il senso di appartenenza. Ti guardi intorno e provi un senso di solitudine, mentre il mondo fuori sembrava perfetto: un lavoro stabile, una casa perfetta, una vita da manuale. In quella fase, mi sono sentita persa. Ma è stato proprio lì, nel punto più basso, che ho trovato la forza di ricostruirmi.

Non è stato facile: avevo l’autostima sepolta sotto a un carico di fango, ma sapevo che era un muscolo da allenare giorno dopo giorno. Mi sono posta obiettivi piccoli, ma concreti e misurabili, ho lavorato sodo e, soprattutto, ho creduto in me stessa, anche quando tutto sembrava remarmi contro.


La nostra mente e la predisposizione mentale nel tempo fa sì che l’azione del “sognare” (alcuni la chiamano “visualizzare”) diventi qualcosa di solido, possibile, attuabile e raggiungibile come uno sportivo quando si prepara per la sua gara più importante. 

Avevo poche ma solide certezze a sostenermi: i miei genitori, le mie amiche di sempre (la mia salvezza con il “caffè della mattina”, sms), i miei figli ma ogni giorno immaginavo il mio futuro: la casa che avrei avuto, il lavoro che avrei costruito, nuove amicizie che mi avrebbero riempito il cuore, i miei figli orgogliosi di me ed di loro.

Viviamo in un mondo che definisce chi sei e quanto vali attraverso ciò che possediamo: case, lavoro, auto, soldi. Io non avevo queste certezze e sentivo di non appartenere a nulla e a nessuno, ma ho imparato che non sono i beni materiali a determinare il nostro valore, né il senso di appartenenza a un gruppo a definirci come persone. Non ho mai sofferto di invidia perché, nonostante la mia bassa autostima, sapevo che potevo ricostruirmi ed avere quello che desideravo. 

Quello che conta davvero è chi scegliamo di essere, quando il mare è in tempesta, tra le onde, è lì che si vedono i veri marinai. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose che non sono così piccole (come la salute innanzitutto).

Insegnare ai bambini a sognare in grande 

Ciò che ho imparato da questa esperienza è un insegnamento prezioso che ho voluto trasmettere ai miei figli: sognare in grande non è un lusso ma è un diritto. Ma perché i sogni si realizzino, devono essere accompagnati da disciplina, determinazione e coraggio. Uno dei mali della nostra epoca è proprio che le giovani generazioni guardano al futuro con rassegnazione, paura e timore e volere velocemente tutto. Insegniamo ai nostri bambini a immaginare il futuro con fiducia, a credere in se stessi anche quando tutto sembra impossibile, insegniamo loro che si può cadere ma l’importante è rialzarsi facendo tesoro della lezione imparata. Mostriamo loro che la felicità non è nei beni materiali, ma nella consapevolezza di aver dato il massimo per costruire qualcosa di autentico. 

Non smettere mai di credere in te stessa e nel tuo progetto chiamato “vita”

Ricostruirmi è stato vitale. Ho imparato che, quando ti impegni davvero, la vita ti restituisce molto più di quello che hai perso. Non ho mai smesso di credere nei miei sogni, e oggi sono qui: con una casa che amo, un lavoro che mi appassiona, amicizie che mi arricchiscono e figli che mi guardano con orgoglio ed un esempio. 

Sognare in grande non è solo un’aspirazione: è un messaggio che possiamo tramandare. Anzi dobbiamo! A chi ci guarda, a chi cresce accanto a noi.

Tu sei pronta a sognare in grande?

Se ti fa piacere, raccontami cosa ne pensi.

Ti abbraccio forte

Anna

2 thoughts on “Sogna in grande!

  1. Hai ragione, Anna! Proprio ora pensavo a tutti i limiti postimi dalla mia mamma, alle paure del mio papà. Mi hanno condizionata tantissimo, ma, se ora guardo indietro, mi accorgo di averli superati. Con tanta forza, entusiasmo per la vita e voglia di vivere sono andata oltre e ho creato qualcosa di mio. Poi, secondo step, la separazione . Ha voluto dire di nuovo ricominciare, con tanta disperazione e sofferenza, ma ce l’ho fatta. Sabato, quando ho festeggiato in ritardo il mio compleanno, mi sono gustata fino in fondo la vicinanza di tutta la mia famiglia, ma, soprattutto, delle mie difficoltose, eppur meravigliose, figlie. Un momento, solo poche ora, ma vera felicità. Certo, mi manca avere un compagno vicino, ma, anche in questo, mi complimento con me stessa, perché non vado certo alla ricerca disperata di una qualsiasi persona. Spesso, non sempre, sto bene con me stessa e per me è già molto. Spero, in conclusione, di potervi conoscere presto di persona.

    Sparkle Heart
    • Anna
    1
    1. Cara Laura, grazie di cuore per aver raccontato la tua storia. Sei una donna straordinaria!! Hai una grande forza. Festeggia ogni tuo successo anche se “in apparenza” piccolo perché è un grande passo verso la tua nuova te. Hai imparato ad amarti, a stare da sola. Capirai e saprai scegliere un compagno. Spero tanto di conoscerti presto. Sto organizzando diverse attività. Presto le condividerò con voi. Ti abbraccio forte! Anna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *