Riscopriti ogni giorno con entusiasmo

Stamattina, sul presto, mi sono presa un’oretta per passeggiare un po’, per starmene tra me e me. Sono ritornata nel mio vecchio quartiere in zona Navigli dove la nuova Anna nel 2018 stava nascendo ma ancora non aveva la piena consapevolezza dell’evoluzione che stava vivendo. Perché è così quando ti trovi nella tempesta, non pensi al sole dietro le nuvole ma ad affrontare ogni ondata senza annegare. 


A farmi compagnia i miei pensieri (quanto adoro questi momenti!). Mi sono concessa qualche attimo e la mente ha iniziato a scorrere immagini come in un film. Cercavo di ricordarmi quando mi fossi accorta di aver lasciato indietro qualche pezzo di me durante il matrimonio. 

Mi domandavo quando avessi riaperto gli occhi in modo sincero. Questo risveglio lo ebbi solo dopo la separazione quando misi a soqquadro la mia vita cercando di capire da dove ripartire. Ed allora analizzai quei diciotto anni insieme.


Mi resi conto con stupore di aver lasciato indietro parti di me che in quel momento di rivoluzione sentivo il bisogno di ascoltare nuovamente e farli rinascere. La vita frenetica, le incombenze familiari, il lavoro, i figli, le responsabilità mi avevano distratto da me. Ed allora alcune parti erano finite in una sorta di “soffitta” emotiva. 


Lentamente durante il matrimonio mi ero allontanata dal mio lato più femminile, da quella gioia di prendermi cura di me senza un fine pratico, ma solo per il piacere di farlo. Passeggiando, ripensavo a quel viaggio entusiasmante di riscoperta (ed è tuttora così) e ringrazio la separazione per questo. 

Ho voluto così fare un po’ di ordine, suddividendo l’itinerario in tappe, che magari potranno esserti utili per cominciare a tua volta l’esplorazione di te stessa.


1° tappa → Il piacere puro e semplice di sorprendersi. 


Non avrei mai pensato che un paio di tacchi potessero dirmi così tanto su me stessa. 


Dopo anni di scarpe basse, ho ritrovato il piacere di: 

● scegliere un vestito, che mi facesse sentire bella, 

● di regalarmi una manicure, 

● di lasciar crescere i capelli solo per il gusto di farlo. 

Non si tratta di estetica, ma di attenzione e cura verso di sé. Di concedersi il tempo per giocare, sperimentare, sentirsi di nuovo connesse con la propria femminilità, qualunque significato abbia per ciascuna di noi. 


2° tappa → Uscire dalla comfort zone


Un altro grande passo è stato quello di uscire dal mio guscio e fare nuove amicizie. 


Dopo una fase, in cui mi ero chiusa nel mio mondo, ho deciso di frequentare ambienti diversi: 

● circoli di lettura, 

● eventi culturali, 

● progetti dedicati alle donne nella mia città


Incontrare nuove persone non solo mi ha arricchita, ma mi ha ricordato che ogni relazione è uno scambio, un’occasione per imparare, per vedere la vita da un’altra prospettiva. E, soprattutto, per ricordarsi che non siamo mai davvero sole. 


3° tappa →Mettersi alla prova fa bene all’anima 


Dopo aver abbandonato poco alla volta la comfort zone, è arrivato il momento di “sfidare” me stessa. Il concetto che ho in mente io di “sfida” non è nulla di pericoloso.Non serve fare bungee jumping, nemmeno iscriversi ad un corso di Parkour, ma basta uscire da uno (uno soltanto) dei tanti vecchi schemi, in cui ci siamo rinchiuse. Ad esempio, provare qualcosa di nuovo – che sia un corso di teatro, un viaggio in solitaria o semplicemente cambiare abitudini e prospettiva nel vedere le cose. 

Ho sviluppato il mio lato positivo e messo in pratica andando al di là della prima impressione delle cose che mi capitavano, credendo in me stessa e nel futuro con grande fiducia. E’ un vero e proprio atto di amore verso di sé. Ogni piccola sfida superata aumenta la propria autostima e ci fa sentire più vive. 


E tu? 

Cosa hai fatto di nuovo ultimamente? 

Hai mai sentito il bisogno di riscoprire una parte di te che avevi messo da parte?


Raccontamelo nei commenti, mi piacerebbe conoscere la tua esperienza!


Ti abbraccio forte

Anna

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