Quando resti sola (e ti accorgi che è una fortuna)

Quanto è cambiato il significato di “solitudine” per me?

Tantissimo.

Mi ricordo benissimo quanto, appena separata, la solitudine mi facesse paura, o meglio, quel vuoto era difficile da sopportare all’inizio.

Perché mi faceva paura?

Perché mi costringeva a guardarmi davvero, a leggere tutto quello che il mio cuore stava scrivendo. Era come tenere tra le mani un diario segreto, mai aperto.

Perché percepivo quel senso di vuoto e mancanza ancora di più.

E in questi attimi avevo tanto tempo per chiedermi: “Chi sono io, adesso?” “Come mi vedo fra 5 anni?”

Quei pensieri, quelle responsabilità e decisioni difficili da prendere a fare eco nella mia testa.

Ho come flashback di quando chiudevo la porta e in casa non c’era nessuno.

I Sabato sera alle 21 sul divano col pigiama e il silenzio.


Poi un giorno ti accorgi che sei cambiata quando quella solitudine assume un altro senso; quello della libertà e ti rendi conto di quanto sei fortunata.

Libera da una relazione sbilanciata.

Libera da un uomo che non riconosci più.

Libera da false illusioni.

La solitudine diventa tempo per me e per una serie di situazioni che ho rinviato di settimana in settimana.

E poi arriva quella strana voglia di rimetterti in gioco.

La tua rivincita arriva. Sempre.

Non devi però metterti fretta.

E’ un processo, che succede piano. Può essere che una sera decidi di uscire da sola.
O una mattina apri la porta di casa, ti decidi di iscriverti ad un corso di ballo, che rimandavi da anni.
Quando hai paura domandati sempre: “Se non avessi paura, cosa farei ora?”

E allora inizi. Un passo dopo l’altro. Piccole cose. Piccoli gesti.


Decidi che è arrivato il momento di dedicarti all’hobby di quando eri un’adolescente o di fare quel viaggio che avevi programmato durante l’Università (ma che non avevi tempo di fare). Prendi carta e penna e cominci a progettare il tuo sogno o a scrivere una lista di cose da fare che non può prevedere nessuno, se non te.

La libertà nasce spesso dove finisce qualcosa

Nel mio caso, una relazione lunga. Quante cose si accumulano in anni di relazione? L’elenco lo posso tirare giù in meno di un minuto:

  • una casa condivisa
  • una routine che sembrava inviolabile.
  • oggetti / arredi comprati insieme
  • foto, album e gadget di viaggi fatti

E invece è finita.
Certo, tutto questo mi ha lasciato svuotata all’inizio. Ma quello spazio vuoto era anche spazio libero. Una sede nuova per piantare qualcosa. Per costruire da zero, e solo con ciò che volevo davvero tenere.

Non è successo tutto in un giorno. Ci sono voluti mesi, in cui cadevo e ricadevo nella compagnia di una solitudine triste, malinconica. Ho trascorso giornate in cui pensavo al peso della solitudine. Alla fine, però, pezzo dopo pezzo, ho iniziato a riconoscermi e a godermi il mio tempo. Tutto mio.

Libertà è fare ciò che senti giusto per te.

Quello che ho imparato è che non hai bisogno di grandi imprese. Non è che devi per forza scalare montagne o cambiare continente.

Libertà, per me, è stata:

– Prenotare un cinema da sola e non vergognarmi
– Uscire senza trucco e sentirmi comunque bella
– Dire “no” senza giustificarmi
– Iniziare un lavoro nuovo, anche se partivo da zero
– Scrivere pensieri senza filtri
– Guardarmi allo specchio e vedermi “abbastanza”

Sono piccole cose, ma ognuna di queste è un mattoncino.
Per ricostruirmi.
Per conoscermi da capo.
Per diventare la donna che sono oggi.

Se oggi ti senti sola, sappi che è un inizio

Non pensare mai che sia la fine. La solitudine fa male, lo so. Ma è anche un passaggio obbligato per ricostruirti da zero.
Serve per alleggerire. Per tagliare i rami secchi. Per ripulire tutto quello che non ti serve più.

Non ti sto dicendo che sarà facile.
Ma sarà tuo.
Il percorso, le scelte, i passi.

E quando ti guarderai indietro, capirai una cosa: la libertà che hai oggi, l’hai trovata solo perché sei rimasta sola. E l’hai affrontata.
A testa alta.
Anche con le lacrime.
Anche col cuore stanco.
Ma con una forza che non sapevi di avere.


 Se oggi ti trovi in quello spazio vuoto chiamato solitudine, non sei sola davvero.
 Su Wommate ci siamo noi.
 Altre donne che ci sono passate. Che ci stanno passando adesso. O che hanno appena cominciato.
 Condividiamo pensieri, storie, pezzi di vita.
 E a volte basta anche solo questo: sapere che non sei l’unica.

Ti aspetto.

Anna

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