Non ho mai invidiato la vita di nessuno.
Mai.
Non perché la mia sia perfetta, ma perché ho sempre pensato che guardare con invidia la vita degli altri sia solo una perdita di tempo.
Mentre osservi cosa fanno gli altri, cosa hanno, chi frequentano, la tua vita resta ferma.
E il tempo – quello sì, che è prezioso – scorre via.
L’invidia è il sentimento di chi non si muove, di chi osserva, giudica, e intanto non costruisce nulla.
L’invidia nasce da una mancanza, da un senso di ingiustizia personale.
“Perché lei sì e io no?”
“Perché a me non succede mai niente di bello?”
Eppure la risposta è semplice (anche se non piace sentirla): perché chi agisce, raccoglie.
Chi si muove, impara.
Chi prova, cade e si rialza.
Chi invece passa il tempo a guardare la vita degli altri, finisce per non vivere la propria.
Io ho scelto di investire su di me
Non ho mai avuto tempo per l’invidia. L’ho usato per altro.
Per formarmi, crescere, prepararmi, migliorare.
Ho letto libri, fatto corsi, cambiato direzione, ricominciato.
E ogni volta che vedevo qualcuno “avanti”, mi chiedevo solo: cosa posso imparare da lei?
Perché chi invidia ti mostra una possibilità, non una minaccia.
Ti dimostra che si può fare.
L’invidia è un’emozione pesante.
Ti consuma dentro, anche se all’inizio sembra innocua.
È un pensiero che cresce piano: un commento velenoso, una critica travestita da battuta. Ma più la nutri, più ti allontani da te stessa.
Sai perché?
Perché mentre guardi gli altri, smetti di ascoltarti.
Mentre desideri ciò che non hai, dimentichi ciò che hai già.
E mentre provi a “raggiungere” qualcuno, ti scordi che la vita non è una corsa, ma un viaggio personale.
Il potere del focus
Io ho capito una cosa: la mia energia va dove va la mia attenzione.
Se la spendo per invidiare, mi resta addosso solo amarezza.
Se, invece, la investo per crescere, mi torna indietro sotto forma di serenità e risultati.
Non serve invidiare chi ha raggiunto qualcosa: serve capire come arrivarci anche tu.
Perché spesso dietro un traguardo che invidi c’è fatica, sacrificio, cadute.
Ma questo sui social non si vede mai.
Si vede solo la foto finale.
E quella foto non racconta nulla del viaggio che c’è stato per arrivarci.
L’invidia è una vibrazione bassa
Ci hai mai fatto caso?
Quando provi invidia ti senti più nervosa, agitata, inadeguata.
È come se tutto diventasse più grigio.
È normale: l’invidia abbassa la vibrazione, ti toglie forza.
E la cosa assurda è che non cambia nulla nella vita dell’altra persona, cambia solo la tua.
In peggio.
Allora meglio fare un passo indietro, respirare, e chiederti:
“Perché sto provando questo sentimento?”
“Forse mi manca qualcosa, forse mi sento bloccata, forse non sto ascoltando ciò che desidero davvero.”
L’invidia è un segnale, non un peccato.
Serve a mostrarti che vuoi qualcosa che non hai ancora avuto il coraggio di cercare.
Ogni volta che senti invidia, puoi decidere di trasformarla in movimento.
Puoi chiederti:
- Cosa mi manca davvero?
- Cosa posso fare, oggi, per avvicinarmi a ciò che desidero?
- Cosa ammiro in quella persona e come posso portarlo nella mia vita?
L’invidia è energia.
E come ogni energia, puoi canalizzarla dove vuoi:
verso la distruzione o verso la crescita.
Io scelgo la crescita.
Scelgo di alzarmi ogni mattina e lavorare su di me, invece di sprecare tempo a guardare cosa fanno gli altri.
Ma il messaggio di fondo… qual è?
Alla fine, la verità è semplice: ognuno di noi ha il proprio tempo, la propria strada e il proprio modo di arrivarci.
L’invidia è solo una deviazione, un rallentamento inutile.
Non serve.
Non aggiunge niente.
Ti toglie solo serenità.
Quindi smetti di chiederti “perché lei sì” e comincia a chiederti “cosa posso fare io per arrivarci”.
Investi in te, nella tua formazione, nella tua evoluzione, nella tua pace.
Il resto arriverà.
Io non invidio nessuno perché so che avrò quello che voglio, al momento giusto. E fino a quel giorno, continuerò a camminare, a studiare, a crescere, a sorridere.
Perché la vita non è una gara: è un viaggio, a volte in salita.
A volte basta voltarsi e notare quanto in alto sei già salita tu.
E se provassimo a salire insieme?
In Wommate non serve fingere, né competere.
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Perché la vera vittoria non è arrivare prima: è non smettere mai di credere in te.
Ti abbraccio!
Anna
